Teads rivela perché gli utenti italiani installano gli ad blocker

L’80% degli italiani ha definito il popup il formato più intrusivo. Dare agli utenti la possibilità di scegliere se guardare o no un contenuto pubblicitario, è uno dei motivi che potrebbe portare riconsiderare l’installazione di un adblocker.

Milano    27  gennaio,  2016:  Teads,  leader  globale  nel  mercato  della  pubblicità  video  native  e  proprietaria  di  una piattaforma  innovativa  per  la  valorizzazione  delle  inventory  dei  premium  publisher  online,  è  lieta  di  annunciare  irisultati di una ricerca realizzata in collaborazione con Research Now sul perché gli utenti decidono d’installare gli adblocker. Un interrogativo cui si è voluto dare una risposta per aiutare il mercato a capire cosa sviluppare a livello tecnologico  per  continuare  a  supportare  l’editoria  online  e  allo  stesso  tempo  per  creare  un  dialogo  lineare  tra inserzionisti e utenti, senza che i primi siano un elemento di disturbo nell’esperienza di navigazione di questi ultimi.Dalla  ricerca  sono  emersi  due  dati  molto  rilevanti:  tre  utenti  su  quattro  hanno  dichiarato  che  i  formati  forzati  e intrusivi sono tra le principali ragioni che motivano l’installazione di sistemi che bloccano l’erogazione dell’annuncio pubblicitario. Inoltre, per l’80% degli italiani il formato popup è il più fastidioso e penalizzante durante la navigazione online. Per  scaricare  una  copia  dello  studio  globale  di  Teads  circa  gli  ad  blocker,  per  favore,  visita  il  sito http://info.teads.tv/adblockersit
Altri risultati interessanti in Italia
  • • Il potere della sceltal’85% degli utenti non installerebbe gli ad blocker se il formato di advertising desse loro la possibilità di skippare o chiudere l’annuncio.
  • • Passaparolail 38% degli utenti con un ad blocker installato su desktop o laptopha scoperto l’esistenza di questi software tramite altri utenti.
  • • Il tuo browser fa la differenzail 76% degli intervistati con ablocker attivo utilizza Chrome, contro il 39% diFirefox.• Profilo di un Ad Blocker: Sono uomini compresi tra i 18 e i 34 anni tendono maggiormente ad installare sistemi ad blocker sui propri device anche mobile. Inoltre, su desktop, il 39% in più degli utenti rispetto al mobile, è più predisposto a guardare un annuncio non intrusivo.• Esperienza di navigazione penalizzata: per 67% degli utenti la pubblicità, soprattutto non skippabile, viene bloccata anche perché rallenta l’esperienza di navigazione. Il 57% degli intervistati ritiene che al momento ci siano troppi formati invasivi, classificabili col termine “fastidiosi”. Sulla  base  di  questi  aspetti  Michele  Marzan,  Ceo  di  Teads  Italia,  ha  dichiarato:  Gli  utenti  di  tutto  il  mondo  hanno espresso un’avversione nei confronti dei formati intrusivi, ma fornirgli la possibilità di scelta è la chiave per aprire un dialogo migliore con essiLa rapida crescita della diffusione di sistemi in grado di bloccare l’erogazione di un contenuto pubblicitario è già un campanello d’allarme per tutti gli attori del panorama della pubblicità video online e dobbiamo prestare  attenzione  alle  domande  dei  consumatori  che  oggi  richiedono  più  rispetto  per  la  loro  esperienza  di navigazione online. Noi di Teads in tal senso, siamo in prima linea nel sostenere che sono sempre gli utenti a decidere se  fruire  un  annuncio  oppure no.  Ecco  perché  stiamo  concentrando  le  energie  del  nostro  dipartimento  ricerca  e sviluppo in questa direzione.
    Teads ha intervistato oltre 9000 persone per questo studio, a livello globale. Essi sono suddivisi in tre gruppi: utenticon ad blocker attivo su desktop/laptop, con ablocker attivo su mobile e utenti a conoscenza di questi strumenti mache  non  ne  hanno  installato  ancora  uno.  La  ricerca  di  Teads  è  stata  condotta  tra  i  due  principali  mercati digital internazionali tra cui Stati Uniti, America Latina (Messico, Brasile, Argentina) e le 5 principali città europee, tra cuiInghilterra, Germania, Spagna, Francia e Italia.
Alcuni dati interessanti a livello globale:
  • • Gli intervistati negli Stati Uniti hanno dichiarato di essere più avversi agli annunci forzati e il 74% ha inoltre,risposto  che  essi  sono  il  principale  motivo  che  porta  all’installazione  degli  adblocker  contro  il  60%  degli italiani che per la stessa ragione non esiterebbero a bloccare gli annunci considerati invasivi.
  • • La  maggior  parte  degli  utenti  che  riconsidererebbe  l’installazione  di  un  ad  blocker,  se  i  formati  dessero  la possibilità di scelta, si trova in Messico e Spagna. Essi rappresentano il l’89% degli intervistati.
  • • Gli argentini sono i più infastiditi dal formato preroll (formato pubblicitario erogato su un altro contenuto video),  il  57%  preferisce  il  formato  nativo  inarticle  e  solo  il  13%  di  queste  unità  vengono  considerate altamente intrusive.
  • • In Germania, città natale di Adblock Plus, il 72% degli utenti intervistati ha installato un ad blocker perché motivati dall’intrusività degli annunci, ma l’83% potrebbe non usarli se si desse loro la possibilità di scelta. Teads negli ultimi anni ha sempre lavorato guardando in prospettiva e provando a costruire esperienze di branding che unissero le esigenze degli utenti con quelle dei marchi e dei publisher. L’inRead , infatti, fiore all’occhiello di Teads,è un formato che si apre all’interno di un contenuto editoriale e skippabile dall’inizio. Il video parte solo quando è visibile  per  più del  50%  del  player  e  si  interrompe  quando  meno  visibile.  Soprattutto,  non  si  sovrappone  ad  altri contenuti.  Forbes,  Slate,  Bonnier Corp,  The  Guardian,  The  Telegraph,  and  Nikkei  e  molti  altri  sono  solo  alcuni  dei publisher che hanno scelto le soluzioni di Teads per valorizzare le loro inventory.
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